Fungo o camicia?

camicia

Mi hanno sempre incuriosito i modi di dire… soprattutto quelli che, tradotti alla lettera, strappano un sorriso. Così ad esempio, se in italiano per definire una persona molto fortunata si dice che è “nato con la camicia” (mit dem Hemd geboren), in tedesco si dice che è un Glückspilz (un fungo fortunato). Ma da dove prendono origine due espressioni così diverse tra loro ma con lo stesso significato?

A quanto pare, l’espressione “nascere con la camicia” affonda le sue origini nel passato. Infatti, quando un bambino nasceva ancora ricoperto da quello strato ceroso che serve a proteggere la pelle del nascituro, le levatrici erano solite dire che quel bambino era fortunato. Quindi la camicia era quella copertura sulla pelle di questi nascituri.

L’espressione tedesca “ein Glückspilz sein“ ha lo stesso significato. E nonostante anche qui le origini abbiano in qualche modo a che fare con un evento naturale, la nascita, in questo caso sono i funghi a essere i protagonisti. L’immagine rappresenta un fungo che spunta dal nulla, una vera fortuna! All’inizio l’espressione aveva una connotazione piuttosto negativa, tuttavia nel 19° secolo perde tale connotazione per diventare sinonimo di “bambino fortunato”.

Azzurro come il cielo o come il mare?

Un’altra espressione simile ma diversa nelle due lingue è “marinare la scuola”, ovvero “blau machen”. Quest’ultima risale al medioevo, quando gli artigiani godevano del “lunedì azzurro”. Così veniva infatti definita la giornata libera in cui le loro botteghe rimanevano chiuse e loro, anziché vedere il buio dell’officina, potevano ammirare l’azzurro del cielo.

Le origini dell’espressione italiana non sembrano invece così chiare. Mi piace però interpretare la teoria degli artigiani medievali come una vera amante italiana del mare, penso infatti che gli artigiani potevano, nella loro giornata libera, recarsi al mare, godere del mare azzurro e cristallino e fare per un giorno la vita da marinai.

Espressioni macabre o cattivelle

Tra queste espressioni rientrano il classico augurio “Hals und Beinbruch” (ti auguro di spezzarti collo e gambe) che in italiano sarebbe “in bocca al lupo” (ab ins Maul des Wolfes), in pratica uno scongiuro che, se pronunciato, non può accadere. Da notare, però, che le differenti interpretazioni alla fine sono comunque collegate. Si potrebbe infatti dire che se il lupo ti mangia, in effetti ti spezza sia il collo che le gambe. Un po’ macabra come interpretazione, a dire il vero.

Tutto questo è nulla in confronto all’espressione “ins Gras beissen” (mordere l’erba), ovvero “tirare le cuoia”. In molte lingue mordere la terra (quindi l’erba) è sinonimo di morte. Le cuoia sono invece le pelli animali e non. La pelle tirata indica quindi la rigidità di un corpo morto. Anche questa espressione, a mio avviso, è decisamente poco gradevole.

Chiudo con un ultimo esempio che mi limiterò a citare, lasciando a voi l’interpretazione:

“Ogni morte di papa” e “das passiert alle Jubeljahre”.

 



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